Passeggeridistratti
Questo sito, nasce appena un anno dalla scomparsa di Salvatore Narduzzo, scomparso prematuramente all'età di 37 anni il 14 dicembre del 2006. E' stato un anno difficile da vivere e da sopportare per la sua mancanza purtroppo perenne...ma il nostro Salvatore, sta sempre con noi nei nostri cuori e vogliamo, insieme a quanti l'hanno conosciuto, ricordarlo, non nel pianto bensì con allegria. Perchè Sal era cosi: allegro, vivo, divertente, sempre sorridente con chiunque. Forse servirà a lenire un pò del dolore che ognuno di noi prova, forse...
(Francesca)

Chi era Sal…
…Era un uomo di 38 anni, che viveva in un paese storico alle porte di Milano, la grande metropoli, la grande e irraggiungibile per tanti Milano.
Le sue origini erano siciliane, proveniva dalla provincia di Enna un paese anch’esso storico, arroccato sui pietre ruvide, ma tanto generose e fiorenti. Come tutti i meridionali aveva quella solarità innata, quell’allegria cosi ridente che donava inconsapevolmente a chiunque.
Sal aveva una vita tranquilla, serena. Svolgeva un lavoro che gli permetteva di stare a contatto con la gente, non avrebbe mai sopportato di stare chiuso per tante ore in un posto, amava il sole, la luce…amava la vita!
Da oltre un anno aveva relazione con una ragazza del suo paese in Sicilia, si parlava di matrimonio, ma forse Sal a questo non pensava e sinceramente cercava con tutte le forze di evitare il problema. Però per rispetto alla sua ragazza, cercava di essere presente anche se erano cosi lontani. In un anno si erano visti ben tre volte ed erano troppe poche, pensava lui per decidere di sposarsi. Poi, Sal aveva smesso di sognare l’amore: credeva che l’amore, quello vero, potesse appartenere solo a pochi e lui non rientrava in quella cerchia di eletti. Aveva trascorso le sue vacanze estive come sempre in Sicilia, al mare che tanto amavo, insieme alla sua famiglia ai suoi fratelli impazziva per suo nipote…sognava un figlio…ma sapeva…anzi aveva quasi la certezza che non avrebbe mai assaporato quell’amore.
Un giorno però, un giorno di fine settembre, la vita sua sovrana decise di fargli un regalo, gli mise sulla sua strada una donna…Francy!
Anche lei come Sal non credeva più all’amore, troppe delusioni l’avevano condotta alla rassegnazione totale, eppure quando quel giorno si incontrarono nessuno dei due avrebbe mai potuto immaginare che entrambi erano “l’amore”. Ignari di tutto, si unirono in cammino in quei meandri fioriti…
Si innamorarono nel giro di pochi giorni, come per incanto scoprirono di essersi cercati da sempre, proprio quando avevano perso le speranze era avvenuto il miracolo. Sal allora senza esitare un solo istante, decise di chiudere definitivamente con la sua fidanzata e la stessa sera si dichiarò a Francy che era felicissima tanto che pianse.
Il loro amore era fatto di gioia, rispetto, ma anche di tante paure, Infatti Francy in uno di questi momenti di paura e nella sua ingenuità ne parlava con lui dicendo “ Sal, non lasciarmi mai neanche se provo ad allontanarti, perché ho paura” e Sal con un sorriso dolce le rispondeva “ Gioia mia, non ti lascio”.
Erano innamorati, felici, incoscienti della sorte…
Avevano deciso di sposarsi entro un anno, di vivere insieme, di fare tante cose insieme, Sal le diceva sempre
“ Fra, quante cose voglio fare con te, tante tante, voglio vivere la vita con te, invecchiare insieme, renderti felice”.
Ma…la vita forse capricciosa ed egoista, un giorno decise di dividerli per sempre, un giorno la vita forse innamorata di Sal a tal punto che decise di prenderlo con se…per sempre…lasciando sola Francy…Sal una mattina di dicembre, il 14 alle 9,00, volò su in cielo lasciando Francy sola sulla terra, lasciando per sempre quel sogno.
Ora Francy e Salvy sono divisi per sempre, tra cielo e terra esiste solo…il sogno, il sogno di Mandy che ogni volta canta a lui con gli occhi rivolti verso il cielo la loro canzone, ogni volta…Mandy balla sognando di farlo con lui, con il suo Sal…Mandy ogni giorno attende il suo sogno con gli occhi rivolti verso il cielo...
venerdì, 15.02.08

Raf-Passeggeri Distratti
Prison Break
Whitney Houston-Try It On My Own
giovedì, 14.02.08

Edmond Haracourt
" Partire è un po' morire
rispetto a ciò che si ama
poiché lasciamo un po' di noi stessi
in ogni luogo ad ogni istante.
E' un dolore sottile e definitivo
come l'ultimo verso di un poema...
Partire è un po' morire
rispetto a ciò che si ama.
Si parte come per gioco
prima del viaggio estremo
e in ogni addio seminiamo
un po' della nostra anima. "
EMILY DICKINSON
Se per sfuggire alla memoria
Fossimo provvisti di ali
Molti volerebbero
Abituati a cose ben più lente
Gli uccelli- impauriti-
Scruterebbero il gigantesco carro
Degli uomini che fuggono- disperati-
Dalla propria mente
EMILY DICKINSON
Forse sarei piu' sola
Senza la mia solitudine-
Sono cosi' abituata al mio destino-
Forse l'altra- la pace-
Potrebbe interrompere il buio
E popolare la mia stanza-
Troppo stretta- temo-
Per contenere il suo sacramento-
Non e' cosa solita per me lo sperare-
Come un'intrusa- la speranza-
Potrebbe profanare questo luogo di dolore-
Con la sua corte lusinghiera-
Potrebbe essere piu' facile affondare-
In vista della terra-
Che raggiungere la mia penisola azzurra-
Per morire di piacere-

William Shakespeare
Se proprio devi odiarmi
fallo ora,
ora che il mondo è intento
a contrastare ciò che faccio,
unisciti all'ostilità della fortuna,
piegami
non essere l'ultimo colpo
che arriva all'improvviso
Ah quando il mio cuore
avrà superato questa tristezza.
Non essere la retroguardia di un dolore ormai vinto
non far seguire ad una notte ventosa
un piovoso mattino
non far indugiare un rigetto già deciso.
Se vuoi lasciarmi
non lasciarmi per ultimo
quando altri dolori meschini
avran fatto il loro danno
ma vieni per primo
così che io assaggi fin dall'inizio
il peggio della forza del destino
e le altri dolenti note
che ora sembrano dolenti
smetteranno di esserlo
di fronte la tua perdita."



